Partire o no? Alcune domande prima di fare le valigie

Molti di noi ricordano il momento di consapevolezza, che la distanza tra i desideri e le possibilità era diventata troppo grande. Si doveva trovare una via d’uscita. Qualcuno ha iniziato a introdurre il regime di austerità nella famiglia, ma alla fine si è reso conto che funziona solo fino ad un certo punto. Qualcuno ha provato di mettere in piedi idee di guadagni alternativi. L’altri, senza ulteriori indugi, hanno immediatamente deciso di trovare la fortuna all’estero. Una cosa è certa: il pensiero “voglio lavorare in Italia,” almeno una volta è passato per la testa di ciascuno di noi, per questo siamo finiti qui. Ma per dire “Io voglio” non ci vuole tanto, è molto più difficile essere in grado di stabilirsi in un paese straniero, capire quali cambiamenti ti aspettano, essere in grado di adattarsi ad una nuova vita.

Purtroppo, l’Italia, come molti altri paesi, sta attraversando un periodo difficile, quindi non è facile trovare lavoro. Attenzione! Non ho scritto “impossibile”! Mentre i bambini nascono, gli anziani si ammalano, le donne lavorano per un giorno intero il lavoro ci sarà sempre! Per lo più, ci sono bar, ristoranti, centri estetici, negozi, cantieri, dove c’è continuo bisogno di manodopera. Io ho elencato solo i lavori più semplici e umili, dove non è richiesta una particolare formazione specialistica. Ogni persona ambiziosa, che è in grado di autoconfermarsi come un professionista in proprio campo, dovrà trovarsi da sola la strada da seguire.

Da un lato, il numero di dipendenti nel cosiddetto settore domestico in Italia è in costante crescita. Secondo alcune stime, oggi una su dieci famiglie italiane non può fare a meno di diversi tipi di aiutanti: badanti per gli anziani e malati, tate per bambini, i più esigenti (e più benestanti) impiegano giardinieri, maggiordomi, governanti, cuochi. Ma dall’altra parte, anche la disoccupazione sta crescendo. Il numero di coloro che vogliono trovare una “miniera d’oro” è in costante aumento, nuove persone arrivano e non vogliono rimanere senza lavoro. Inoltre, in risposta alla crisi, anche molte italiane tornano a riprendere questi mestieri. Loro sono concorrenti seri, perché hanno vantaggio di conoscere da sempre gli aspetti più importanti del lavoro (lingua, la cucina, le usanze ecc.).

Ad ogni modo, voglio dedicare questo articolo a chi sogna di venire in Italia. Dirò subito che non ho intenzione di dissuadere nessuno, voglio solo che pensate ad alcune domande importanti. A proposito, anche a ciascuno di noi, che siamo già qui, non farebbe male a trovare le stesse risposte. E prima lo facciamo, meglio è.

Perché dovresti andare in Italia?
“Fare soldi” è risposta sbagliata. Il denaro non può essere un obiettivo, è solo un mezzo con cui realizzare ciò che ti manca. Quindi decidi:
• cosa vuoi realizzare,
• stabilisci le priorità (cosa viene per primo, cosa può aspettare),
• pensi a tutti i modi possibili per raggiungere il tuo obiettivo, potrebbe non essere necessario di andare così lontano.

La tua partenza non è una fuga dai problemi familiari?
Molto difficile rispondere a questa domanda francamente e ad alta voce. Rovistate nella vostra anima e cercate di essere onesti con voi stessi. Molti di noi, stanchi di problemi senza fine, mollano tutto e partono con il pensiero “intanto faccio anche un bel po’ di soldi”. Ma questi problemi non possono essere risolti con il denaro. Se la suocera vi rende la vita impossibile, o il marito passa le notti intere fuori casa, o con i figli non si riesce a trovare un linguaggio comune, allora la vostra partenza non farà che aggravare la situazione. Nella migliore delle ipotesi, i resti della famiglia cadranno a pezzi completamente, nel peggiore dei casi – si aggiungeranno anche forti sensi di colpa per aver abbandonato il tetto coniugale e di conseguenza dovrete tirar fuori sempre più soldi nel tentazione di riparare. “Tutte le mie disgrazie vivono in me e non si preoccupano dove mi sposto”, diceva Zhvanetsky. Quindi inutile fuggire da questa domanda.

Soluzione congiunta
Se il paragrafo precedente non vi riguarda e la famiglia è più o meno stabile, allora la decisione di partire non potete prendere da soli. È necessario il consenso di TUTTI i membri della famiglia, sarà molto utile per evitare problemi in futuro. Se qualcuno è troppo piccolo, troppo malato, troppo nervoso o troppo vecchio, non è una ragione per tenerli all’oscuro, ma una buona ragione per pensare se partire o meno.

Valutate sobriamente le proprie capacità fisiche.
Cercate di fare almeno un’idea approssimativa dell’Italia e del possibile lavoro futuro. Se vi sentite completamente a pezzi già a 25°C in estate, come immaginate qualche ora di stiro quando fuori il sole spacca le pietre? Molti (incluso me stesso) non tollerano i passaggi dal caldo intenso ai locali climatizzati, cosa che accade molte volte al giorno, tutti i luoghi pubblici (incluso il trasporto) sono dotati di questo dono della tecnologia. Se per qualche motivo non potete sollevare i pesi, molti lavori per voi sono quasi chiusi. Questa lista può essere continuata, ma ognuno lo deve fare da solo, perché conosce meglio le proprie difficoltà.

Un po’ di psicologia.
Molte persone pensano che dovranno fare le stesse cose di casa, ma allo stesso tempo prendere bei soldi. Non è così, anzi, spesso è esatto contrario. A casa propria siete voi a decidere cosa, quando e come farlo, potete imporre le regole e pretendere che siano rispettate, al lavoro spesso dovreste andare contro le proprie idee di giusto e sbagliato e talvolta anche a tollerare l’ingiustizia. Siete pronti per questo? Sarete in grado di trovare un terreno comune con una persona anziana, o, al contrario, con qualche bambino monello? Riuscirete a superare il vostro lato schizzinoso e a prendere cura 24 ore su 24 di pazienti alettati?

Limiti di età
Se avete poco più di 20 anni o quasi 60, vi consiglio vivamente di non intraprendere simile avventura. E ‘difficile trovare la famiglia che affiderà bambino ad una ragazzina o un malato ad una persona che ha bisogno di cure. Le eccezioni, naturalmente ci sono, conosciamo molte persone di età pensionabile, che lavorano ancora, ma bisogna anche dire, che loro hanno cominciato quando erano molto più giovani.

Laurea o l’altri titoli di studio.
Voglio dedicare alcune parole alle persone laureate. Per non provare risentimento e delusione scegliete subito la strada da fare: o confermare la laurea o diploma qui per poter svolgere il proprio mestiere, o mettere anima in pace e non pensarci più. Badante con la laurea in medicina prenderà gli stessi soldi di una senza titolo di studio, al cantiere nessuno chiede parere di un ex ingegnere, che fa manovale, di insegnanti di scuola non ne parliamo neanche – dovranno educare i bambini secondo le regole dei loro genitori. E questo è anche giusto, perché ogni uno dovrebbe fare bene il lavoro per cui è stato assunto.

Legalizzazione.
Ci sono stati momenti in cui in Italia regolarmente emetteva le quote di ingresso per lavoro e di volta in volta – le cosiddette sanatorie sulla legalizzazione degli emigranti che già lavorano nel paese. Ora le quote vengono sempre più ridotte ogni anno e riguardano soprattutto i lavoratori stagionali. E non c’era stata nessuna sanatoria dal 2012. Il nuovo governo del paese ha preso una linea dura contro i lavoratori illegali, quindi è difficile prevedere chi in futuro sarà in grado di ottenere un permesso di soggiorno.

E l’ultimo
Avete sentito cosa dicono delle donne che lavorano in Italia? Spesso questi pettegolezzi sono ingiustificati, ma alle lingue cattive non si può comandare. Dovrete indossare etichetta di „donna del est” in l’Italia, a sopportare sussurri e sguardi storti di ex amici a casa, pagare in più ad ogni funzionario, che deve svolgere la pratica di qualsiasi genere, non appena capisce, che sei appena tornata dal estero. Non è mortale, si deve solo fare abitudine ed essere pronto. L’Italia è piena di brava gente, senza pregiudizi, amici che si sono persi non erano quelli veri, beh, ai burocrati basta non far capire la provenienza dei soldi.

Qui, forse, è tutto che volevo dirvi. L’articolo si è rivelato piuttosto grande, anche se non posso definirlo completo. Se i miei pensieri aiuteranno a chiarire le idee ad almeno alcune persone – sarò molto felice!

Dopo tutto quello che hai letto, non hai perso la voglia di andare in Italia? Allora, non perdere il prossimo articolo di questa sezione…

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