Una vera prelibatezza pasquale: cotoletta di agnello

Una parola nuova o un fenomeno sconosciuto ci mettono molto meno ansia, quando riusciamo a trovare una definizione più famigliare. In cucina, per esempio, conviene operare con la somiglianza dei piatti, perché la stragrande maggioranza dei cibi apparentemente esotici assomigliano quasi sempre a qualcosa, che conosciamo molto bene. Ad esempio, quando da noi negli anni ’90 sono arrivati i primi McDonald’s, la parola “hamburger” suscitò timore quasi religioso, sebbene molti (me compresa) inizialmente non avevamo la pallida idea di che cosa si tratta! E poi, abbiamo scoperto, che altro non è, che una (quasi!) banale polpetta dentro un panino. 

La stessa cosa succede ancora più spesso, quando cominci ad esplorare la cucina straniera. Per non confonderti, sei in continua ricerca di analogie con i piatti, che sai fare già. Nel post sulle polpette di carne, ho già menzionato la confusione tra la nostra parola “kotleta” e la cotoletta italiana. In effetti, al origine con questi due nomi si intendeva la stessa cosa: un pezzo di carne con osso, più spesso la costola,  impanato e fritto. Solo che, in seguito la cucina mediterranea ha conservato questo concetto, perdendo una lettera alla radice della parola, e in alcuni casi anche  l’osso stesso, invece, da noi ha preso il piede usanza di chiamare la carne impanata e fritta alla maniera tedesca – Schnitzel.

La più famosa cotoletta italiana è, indubbiamente, quella alla milanese, a tempo debito ci occuperemo di questa meravigliosa ricetta, ma adesso vorrei proporvi una cosa più all’ordine del giorno. Con l’arrivo della primavera, specialmente alla vicinanza di Pasqua, diventa particolarmente popolare la cotoletta d’agnello. Che non me ne vogliano male gli animalisti: è molto facile da preparare, ma incredibilmente gustosa!

Ingredienti (4 porzioni):

  • 8 pezzi di carne di agnello (costolette con un filetto adiacente)
  • 2 uova
  • pane grattugiato 
  • parmigiano (opzionale)
  • olio d’oliva, sale

Per quanto riguarda la carne. Lo spessore delle cotolette deve essere di almeno 1-1,5 cm, altrimenti la carne durante la frittura diventerà troppo secca. A differenza delle  bistecche di manzo, dove la presenza di certa quantità di grasso migliora significativamente il sapore finale, nel caso di una cotoletta di agnello, la situazione è esattamente l’opposta. Se avete acquistato le cotolette già tagliate, molto probabilmente avranno una striscia di grasso intorno. Vi consiglio di rimuoverlo, potrebbe avere un odore specifico, che comprometterà il sapore del piatto. Si dice, che la miglior cotoletta si ottiene dalla carne di agnelli maschi, ma per scoprire appartenenza di sesso della carne che comprate, molto probabilmente dovrete prima scoprire quella del macellaio))).

Dopo aver scelto la carne giusta, rimane ultima cosa da fare – friggere le cotolette stesse. Rompete le uova in una ciotola, salatele e sbattete leggermente. Su un piatto piano mettete il pane grattugiato, aggiungete un po ‘di parmigiano grattugiato, se lo desiderate. Passate i pezzi di carne nelle uova, quindi impanate con pangrattato (1), prima premendolo forte con il palmo della mano e poi scrollatele per togliere l’eccesso. È meglio impanare tutta la carne contemporaneamente (2), ciò si può fare anche in anticipo (uno-due ore), per poter friggere tutto insieme poco prima di servire. Scaldate l’olio d’oliva in una padella, c’è chi dice di aggiungere anche un po’ di burro, ma io di solito preferisco non farlo. Il fuoco deve essere regolato in modo che la carne diventi dorata in 2-3 minuti per ogni lato, senza bruciare. Meglio friggere in una sola girata, cioè, non toccare le cotolette fino a che non raggiungono la doratura (3), prima su un lato e poi sull’altro.

Mettete le cotolette già pronte su diversi strati di carta da cucina, che assorbe il grasso in eccesso. Prima di servire disponeteli su un piatto, preferibilmente leggermente riscaldato. Se avete bisogno di mantenere calde le cotolette già pronte, potete metterle per 10-15 minuti nel forno preriscaldato e spento, la permanenza più prolungata può portare la carne ad asciugarsi eccessivamente. Comunque, la cosa migliore è di consumarli belle calde, appena fatte. Buon appetito e buona Pasqua a tutti!


Secondi piatti

Anatra ripiena – un vero “cavallo di battaglia”!
15.12.2019
Saltimbocca alla romana
28.04.2018
Zucchine alla ligure
23.06.2019
Pollo con le patate al forno
04.07.2018
Formaggio alla piastra: tomino ed altri.
10.03.2019