Pasta con salmone affumicato e vodka (o senza)

Potrebbe sembrare, che il cibo sia poco influenzato dalle tendenze della moda. Soprattutto qui in Italia, dove ogni città più piccola sta cercando di preservare e tramandare ai discendenti i piatti più tipici della loro zona. Ma non è stato sempre così. Anche l’Italia ha vissuto periodi di “vacche magre” e “vacche grasse”, come nella leggenda biblica. Dopo la carestia degli anni del dopoguerra, il graduale sviluppo e boom economico degli anni ’60, il  bel paese ha scoperto una miriade di opportunità precedentemente sconosciute. E questo non poteva che influenzare anche la nutrizione. Hanno cominciato nascere i supermercati, che offrivano cibi provenienti da tutto il mondo, la comparsa di prodotti surgelati ha cancellato i limiti di stagionalità, alimenti di lunga conservazione hanno tolto obbligo di fare la spesa giornaliera e il benessere generale ha portato la consapevolezza di poter mangiare le cose più varie e di buona qualità. 

Ma anche le cose migliori, hanno il loro lato opposto. Alta reperibilità e diversità dei ingredienti hanno spinto tutti alla ricerca di nuove combinazioni e gusti insoliti. Fu in questo periodo che, al volgere degli anni ’70 e ’80, apparvero molti piatti esotici che non si adattavano alla classica cucina italiana: cocktail di gamberi, risotto alle fragole, insalata “russa”, tortellini alla panna, cordon bleu, e, naturalmente, pasta con salmone e vodka, per non farsi mancare niente. Le riviste classiche della cucina italiana non hanno ancora un parere unico su come trattare questi temi alimentari: alcuni li considerano come originali e interessanti, le altre – come le cadute di stile. Ma per avere un’opinione propria, il piatto va assaggiato prima, vero?

Per 4 persone, prendete:

  • 350-400 g di pasta corta (penne o farfalle)
  • 1 cipolla media, meglio lo scalogno
  • 100 g di salmone affumicato
  • 50 g di burro
  • 100-150 ml di panna
  • 100 ml di vodka
  • sale, pepe nero

Il piatto è molto semplice e veloce, così, mentre la nostra pasta cuoce, prepariamo il condimento. In una larga padella sciogliete il burro, fate appassire la cipolla tritata, aggiungete il salmone tritato e la vodka (1). Fate sobbollire per qualche minuto per far evaporare leggermente l’alcool e versate la panna (2), salate a piacere (attenzione, pero, spesso il salmone è piuttosto salato!). Non appena la pasta raggiunge lo stato al dente, scolatela (lasciate un po’ d’acqua di cottura da parte), mettetela nella padella e mescolate bene (3). Se è necessario, aggiungete l’acqua. All’ultimo mettete una spolverata di pepe nero o, in alternativa, servite il pepe nero direttamente a tavola, così ogni commensale può metterselo a piacere da solo. 

Il salmone affumicato non è un alimento più economico, ma dato il fatto che la ricetta prevede poca quantità, vi consiglio di farla e non cercare altri sostituzioni. Potete omettere la panna (se siete a dieta o per l’altro motivo), potete sostituire il burro con olio d’oliva. Vodka, a mio modesto parere, ha un ruolo solo per rendere più accattivante il nome del piatto, dopo evaporazione dell’alcol rimane… acqua? Ma non toccate solo il salmone – solo lui darà un sapore unico al vostro piatto.


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