Torta „Mimosa“

Ogni primavera io almeno per una volta preparo torta „Mimosa“. Non c’è un motivo per farlo proprio con arrivo della primavera. Ingredienti, che la compongono, sono estremamente semplici e facilmente reperibili tutto l’anno, anche la frutta – è quella sciroppata, ma la mimosa ad ottobre suona alquanto strano. Ma per la Pasqua o Festa della mamma – è proprio quello che ci vuole! Solo che in Italia la torta „Mimosa“ viene considerata come un dolce tipico per la Festa della Donna. Anzi, di più: si crede, che il dessert è stato creato apposta per questa occasione, perché fiori di mimosa da sempre erano simbolo della Giornata della Donna. Solo che in quest’ultima affermazione quasi niente corrisponde alla realtà.

Torta „Mimosa“ è stata ideata nei anni cinquanta del secolo scorso. Autore di questo dolce – pasticcere Adelmo Renzi – ha deciso di creare il dessert, che potesse rispecchiare la bellezza dei fiori di mimosa. Lui non ha mai voluto svelare la vera ricetta del dolce, perciò tutto quello che potete trovare nella rete solo più o meno riusciti tentativi di avvicinarsi al sapore originale. L’unica consolazione è che questa mia versione risulta molto soffice e buona. E se ricetta è ben riuscita, perché non prepararla anche per Otto marzo, visto che la torta è stata creata per omaggiare questo giorno. Vero? Non proprio.

Adelmo Renzi ha ideato la torta per una gara di pasticceria, che si svolgeva a Sanremo. Lui voleva soltanto fare omaggio alla città dei fiori. E soltanto diversi anni dopo il dolce è stato accostato alla giornata di Otto marzo, perché si sa, la mimosa da sempre è stata un simbolo di questa data. O no? Dall’inizio di celebrazioni di Giornata internazionale dei diritti della donna nei molti paesi venivano scelti come simbolo i fiori diversi. Per esempio, in Francia in questo giorno regalavano viole e mughetto. Ma nel 1946 Teresa Mattei scelse per questo scopo la mimosa, come fiore più diffuso e molto meno costoso. Da quell’anno sono diventate care anche le mimose.

Vi confesso, che non ho mai amato festeggiare 8 marzo, e con passare dei anni sono sempre più consapevole che questa non è per niente una festa, bensì l’occasione giusta per ricordare i diritti già conquistati e fare il punto su quelli, per le quali c’è ancora tanto da fare. Ma in ogni paese ci sono proprie particolarità su come passare questo giorno. Su territorio postsovietico di solito donne o preparano in anticipo qualcosa di buono con la speranza che maschi della famiglia riusciranno a mettere in tavola tutto questo ben di Dio o si aspettano simbolico uovo strapazzato e mazzetto di crocus o mimosa. In Italia, invece, anche se il giorno non è festivo, molte donne festeggiano, andando in ristorante in compagnia esclusivamente femminile. E già li ordinano la torta „Mimosa”!

Allora, a voi la scelta come, dove, quando è con chi festeggiare. Io qui vi lascio la ricetta di questa torta, che non è complicata, ma molto bella e per lo più squisita! Adoperatela per 8 marzo, se volete, o per la Pasqua, o per la Festa della mamma, Primo maggio o anche (perché no?) per passare le serate, guardando festival di Sanremo, visto che questa città c’entra pure! Buon appetito e buona preparazione!

Ingredienti:

per il Pan di Spagna

  • 6 uova
  • 150 g di zucchero
  • 75 g di farina
  • 75 g di fecola di patate
  • pizzico di sale
  • una bacca di vaniglia (in alternativa una bustina di vanillina)

per la crema pasticcera

  • 4 tuorli
  • 100 g di zucchero
  • 300 ml di latte
  • 30 g di farina
  • buccia di mezzo limone

inoltre

  • 300 ml di panna fresca
  • 100 g di zucchero
  • 50 ml dì limoncello o altro liquore a piacere
  • 1 barattolo (400g) di pesche o ananas sciroppate

Cominciamo dalla preparazione di Pan di Spagna, che è la base del dolce. Per questa ricetta ci servirà il Pan di Spagna di montata leggera, cioè in proporzione di peso di due parti delle uova, una di zucchero e una di „polveri”(farina e fecola di patate in questo caso). Montate a lungo le uova con lo zucchero, vanillina è un pizzico di sale, finché non aumenteranno di volume 3-4 volte. Quindi aggiungete in due-tre riprese anche la farina e fecola setacciate, mescolando delicatamente con la paletta. Versate impasto così preparato in una tortiera di 24-26 cm precedentemente imburrata ed infarinata ed infornate subito nel forno preriscaldato a 170°C per 35-40 minuti. Le spiegazioni più dettagliate su vari modi di preparazione di Pan di Spagna troverete in un articolo speciale nella sezione „Dilettant-class”.

Intanto preparate la crema pasticcera. Scaldate latte con la buccia di limone senza portarlo al bollore. In una ciotola montate tuorli con lo zucchero, finché cominceranno diventare chiari e spumosi, alla fine aggiungete anche la farina. Versate una parte di latte caldo sui tuorli, mescolate bene e poi riversate tutto nella pentola con restante latte caldo. Mettete tutto sul fuoco basso e scaldate, mescolando con un frustino di acciaio, fino ad addensamento. Mettete la crema pronta in una ciotola, coprite con la pellicola alimentare a contatto con la superficie e lasciate raffreddare.

Tagliate il Pan di Spagna in senso orizzontale, ma non alla metà, solo togliendo lo strato superficiale, formando una specie di „coperchio”(1). Quindi con un coltello affilato fate incisione circolare circa un centimetro dal bordo e delicatamente prelevate la parte della mollica (2), lasciando interi bordo e fondo di altezza 1-1,5 cm, così che questo „contenitore” potesse reggere la forma. Scolate la frutta sciroppata, aggiungete allo sciroppo un bicchierino di liquore e bagnate fondo e bordi del nostro „contenitore”. Pan di Spagna deve risultare umido, ma non troppo, sennò rischia di disfarsi dal eccesso di liquido.

Tagliate la mollica di Pan di Spagna a cubetti (4). Montate la panna fredda con lo zucchero (quello che otterrete, i pasticceri chiamano crema Chantilly) e man mano aggiungetela nella crema pasticcera fredda (5), amalgamando bene con aiuto di una spatola. Tale crema si chiama diplomatica, che in Italia molti erroneamente chiamano Chantilly e la cosa è talmente diffusa, che alla fine come compromesso si comincia accettare a chiamarla Chantilly all’italiana. Se non siete completamente confusi, procediamo. Mettete da parte una parte di crema diplomatica, più o meno tanta quanta ne servirebbe per rivestire alla fine superficie della torta. Alla restante crema aggiungete la frutta sciroppata tagliata a cubetti (6), e anche un po’ di cubetti della mollica di Pan di Spagna, mescolate bene.

Versate questo ripieno nel „contenitore” (7), coprite con il „coperchio”, cioè lo strato di Pan di Spagna, che avete tagliato all’inizio (spero che nel frattempo nessuno lo abbia mangiato). Meglio se girate questo strato sottosopra, così la parte più chiara farà lo sfondo più adatto (8). Bagnatelo leggermente con lo sciroppo. Rivestite tutta la torta con la crema diplomatica messa da parte. Su tutta la superficie distribuite cubetti di Pan di Spagna (9), facendo leggera pressione per farli aderire meglio. Potete rima farli rotolare un po’ fra le mani per dare la forma più tondeggiante.

Prima di servire, lasciate riposare la torta in frigo per almeno 4-5 ore, meglio tutta la notte, ma comunque meglio non tenerla per più di 1-2 giorni. E che questo dolce porterà un po’ di primavera nelle vostre case!


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